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C’è chi pensa che l’isola di Lampedusa sia solo belle spiagge e mare cristallino, ma non è così. Lampedusa ha da offrire anche un itinerario storico-culturale dove si possono approfondire le proprie conoscenze visitando il Museo Archeologico di Lampedusa

Il valore della cultura e della storia

Nel corso della storia, Lampedusa è stata crocevia di diverse culture: Fenici, Greci, Romani e Arabi, hanno lasciato sull’isola segni evidenti e tangibili del loro passaggio.

I Romani furono i primi che sull’isola iniziarono la lavorazione del pesce, infatti, al Museo Archeologico di Lampedusa è possibile trovare reperti storici sull’antica lavorazione del pesce di età romana, testimonianza di come la gente lampedusana sia legata al suo mare come fonte di sussistenza.

A Lampedusa è possibile visitare anche l’Archivio Storico, che si trova alla fine della famosa via Roma e dove è raccolta la storia dell’isola, raccontata attraverso fotografie, documenti e reperti.

Sull’isola, poi, al fine di diffondere i valori della tolleranza, del dialogo e della comprensione, è nato il Museo della Fiducia e del Dialogo per il Mediterraneo, un progetto che ha l’obiettivo di candidare Lampedusa ad avere un ruolo centrale in ambito internazionale, in modo tale da valorizzare sia la storia del territorio che l’aspetto culturale.  

Vediamo insieme cosa è possibile vedere in questo “particolare” Museo Archeologico di Lampedusa. 

Museo della Fiducia e del Dialogo per il Mediterraneo

Il Museo della Fiducia e del Dialogo per il Mediterraneo è stato inaugurato il 3 giugno del 2016 dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella

Questo Museo ospita, delle importanti opere: l’Amorino Dormiente del Caravaggio, la Testa di Ade e altre testimonianze delle Sicilia greca e punica e dell’arte islamica e cristiana, rappresentati da reperti rinvenuti in mare in seguito ai recenti naufragi.

Al Museo è possibile seguire un percorso espositivo che vi farà ripercorrere la storia millenaria del Mediterraneo, con le sue svariate espressioni culturali, ma anche con i drammi che spesso si verificano nel suo mare. Lampedusa si è distinta per la sua apertura nei confronti di varie culture, per essere accogliente con chi scappa dalla propria terra, per essere generosa, tollerante e per la sua cultura dell’accoglienza e proprio per queste sue qualità è stata candidata per il Nobel per la Pace.

Questo Museo è un luogo simbolico, che nasce per promuovere il dialogo sull’accoglienza e la solidarietà tra popoli, un luogo espositivo unico al mondo dove è possibile visionare opere di prestigio provenienti da importanti Musei italiani, francesi e tunisini, ma anche opere di valore umano come i disegni di Abdal, un bambino eritreo che tramite i suoi disegni racconta le torture subite al suo paese.

Rilievo assume anche la “stanza del naufragio”, che propone ai visitatori un percorso multimediale con immagini e suoni, per rivivere in prima persona la traversata in mare e la sofferenza di chi fugge dal proprio paese per cercare un posto più sicuro.

Il Museo sta aperto fino al 31 ottobre, il fine è quello di ricordare le tante vittime che hanno perso la vita in mare nella speranza di trovare un destino migliore, ogni opera che si trova al Museo parla della centralità di Lampedusa, striscia di terra nel Mediterraneo, oggi diventata ancóra di salvezza per tutti coloro i quali partono dal proprio paese nella speranza di un futuro migliore.  

 

Cosa vedere al museo delle Pelagie

Al Museo delle Pelagie è possibile trovare diversi reperti archeologici. Il Museo si compone in quattro sale, dove alle pareti si possono osservare immagini delle isole. 

Le stanze seguono un percorso cronologico, si parte da quella della preistoria di Lampedusa e Linosa, dove si possono trovare reperti relativi al Neolitico e all’età del Bronzo Antico, nella sala successiva sono esposti i reperti relativi alla produzione del pesce delle industrie d’epoca romana a Cala Salina. La terza sala è dedicata all’epoca delle catacombe paleocristiane di Cala Palma a Lampedusa. Chiude il percorso la statua della Dea Fortuna, collocata nell’ultima stanza dove sono esposti anche i ritrovamenti subacquei.

In questo piccolo museo, ieri e oggi si fondono nei due piani, anche la facciata è particolare, decorata con un grande murales realizzato da Rosk&Loste, che rappresenta una sirena nel mare, visibile dalla costa.

Dove alloggiare a Lampedusa per visitare il museo 

Se siete affascinati da Lampedusa, non soltanto per le sue meravigliose spiagge dal mare cristallino, ma perché pensate che questa spettacolare isola possa offrirvi tanto altro, come la visita al museo archeologico di Lampedusa, non perdete tempo e prenotate il vostro soggiorno da sogno presso il Resort Costa House. 

Non solo di avrete un soggiorno eccezionale immersi nella natura con tutti i comforts, ma avrete anche la possibilità di visitare facilmente il Museo Archeologico di Lampedusa, dove potrete toccare con mano l’accoglienza di quest’isola del Mediterraneo e l’apertura degli abitanti nei confronti di tutti coloro i quali lasciano la loro terra nella speranza della salvezza.

Vi abbiamo incuriositi, allora per qualsiasi informazione contattate il Resort Costa House che vi fornirà tutte le informazioni al fine di prenotare il vostro soggiorno. Non esitate a contattarci compilando il form online qui, chiamando ai numeri di telefono 338-2865656 e 335-6133335 o inviando una mail a info@costahouse.it.

 

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