Costruita con due assi di legno prese dai barconi arrivati a Lampedusa con il loro carico di dolore e speranza, è la croce dei migranti di Lampedusa benedetta da Jorge Mario Bergoglio, Papa Francesco.
Ma dove comincia la storia delle croci dei migranti?
Il 3 ottobre 2013, il giorno in cui il mare si è preso 366 vite. Erano le prime luci del mattino ad un miglio a sud dall’isola più a sud della Sicilia, fra quei luoghi “dove il mare finisce”.

E così la mattina dell’11 ottobre 2013 e Francesco Tuccio falegname lampedusano era sulla spiaggia e si imbattuto nei i resti di quelle barche: le “carrette del mare”. Da subito nota due travi colorate, posizionate in un modo strano
Si avvicina e capisce che si tratta di pezzi di qualche barcone di migranti naufragata. La loro posizione, gli ricorda subito una croce. Così una volta raccolti li porta in bottega. Lavora a lungo quel legno fradicio e pieno di chiodi e lo trasforma diventa una bellissima croce, un vero simbolo di rinascita attraverso la sofferenza. Le sue croci sono fatte di un legno raro che si trova solo a Lampedusa, perché intriso delle lacrime e del sangue degli immigrati morti nel mare.
Il suo è stato un modo per attirare l’attenzione su quanto stesse accadendo a Lampedusa per contribuire a far uscire l’Europa dallo stato di indifferenza che stava dimostrando di fronte alla questione migranti. Da lì è iniziata una produzione intensa di croci di ogni formato, con richieste che gli arrivavano e continuano a giungergli da ovunque, dall’Italia ma anche dall’estero.


Anche il British Museum di Londra, vanta tra le sue opere la presenza di una “Croce di Lampedusa” è stata donata da Francesco Tuccio, davvero grato al direttore del museo londinese per avere richiamato l’attenzione sul grande fardello che questo piccolo pezzo di legno rappresenta.”



